Una battaglia concreta, puntuale, per la difesa della Natura italiana: garantire un futuro ad una delle Riserve Naturali più interessanti, per storia e percorso gestionale.
L’Oasi Lago Salso di Manfredonia è uno scrigno di biodiversità e di bellezza nel cuore della Capitanata, in provincia di Foggia. Si tratta di circa mille ettari di specchi d’acqua, canneti, prati allagati e pascoli naturali, in gran parte ottenuti da sapienti opere di rinaturalizzazione condotte negli ultimi 15 anni, con 100 ettari di nuove zone umide e 300 di nuovi pascoli naturali.
In tal modo l’area, che afferisce al Parco Nazionale del Gargano e gestita da una Società mista pubblico-privata, è oggi diventata un vero “hot spot” naturalistico, con la presenza di centinaia di specie selvatiche, tra cui alcune rarissime, come la Lontra, mentre la reintroduzione fatta in passato della Cicogna bianca ha portato ormai ad almeno una ventina i nidi di questa specie presenti in zona. Inoltre da un paio d’anni è stato creato un piccolo contingente di Galline prataiole (una ventina) che tra tante difficoltà si sta allevando in cattività, con la prospettiva di una futura reintroduzione in natura. Qui trovate un video con alcune immagini
Le aree dell’oasi che erano state trasformata da terreni agricoli a zone umide con il progetto LIFE del 2007 si sono completamente rinaturalizzate e sono diventate davvero spettacolari. Qui trovate una bella foto panoramica “sferica”: https://goo.gl/maps/Zgp8TM1zqGH2

E da poche settimane è stato anche portato a conclusione il progetto comunitario LIFE Natura del 2009 alla foce del torrente Candelaro con cui sono stati realizzati altri 50 ettari di laguna costiera, dune e stagni retrodunali. Qui trovate il video dal drone.
Soprattutto l’oasi rappresenta a questo punto una vera “bolla di eccellenza”, ovvero la dimostrazione concreta che è possibile ricreare ambienti naturali partendo da situazioni più banalizzate o addirittura artificiali, come gli ex-coltivi che oggi sono divenuti zone umide, ponendo le basi un modello gestionale delle zone umide sostenibile ed esemplare potenzialmente applicabile anche altrove.
Una zona così dovrebbe dunque rappresentare un vero fiore all’occhiello per qualsiasi ente deputato alla protezione della natura ed alla gestione ecosostenibile del territorio, come dovrebbe appunto essere un parco Nazionale. Purtroppo siamo in Italia, ed in particolare in una regione, la Puglia (ma purtroppo casi analoghi si verificano un po’ dovunque nella penisola), dove sempre più spesso assistiamo a torbide vicende in cui il malaffare si mischia alla politica o dove gli interessi privati, le gelosie, le paure o le semplici convenienze hanno sovente la meglio sugli interessi dei cittadini e ancor più su quelli del “popolo silenzioso”, ovvero le migliaia di specie di piante ed animali che non possono parlare per difendersi dalle continue aggressioni umane.

In questo caso il problema più recente nasce da una sconcertante decisione del nuovo presidente del parco del Gargano, Pasquale Pazienza (voluto dalla Lega), insediatosi da un paio di mesi, che ha deciso di mettere in liquidazione la Società di Gestione poichè “pare” non rispetti le nuove norme sulle società a partecipazione pubblica e “pare” abbia avuto precise sollecitazioni in merito addirittura dal Ministero dell’Ambiente .
Tutto ciò proprio quando la Società di Gestione, presieduta ora da Antonio Canu, responsabile nazionale oasi del WWF, era stata pressocchè risanata, dopo una disastrosa precedente gestione.
Per fortuna i combattivi ambientalisti e naturalisti locali non si sono persi d’animo e si stanno organizzando per l’ennesima battaglia per salvaguardare quest’area divenuta ormai davvero molto preziosa e sulla quale la stessa UE ha appunto investito negli ultimi anni ingenti risorse. E questa volta l’obiettivo è di quelli ambiziosi e definitivi: acquistare l’intera area per metterla al riparo una volta per tutte dai mutevoli venti della politica.
Infatti l’associazione locale Centro Studi Naturalistici Onlus – Pro Natura ha formulato all’Ente Parco una proposta di acquisto della Società per garantire la continuità nella gestione dell’oasi e contemporaneamente consentire al Parco di risolvere il suo problema.
Qui trovate maggiori dettagli: https://www.foggiatoday.it/economia/oasi-lago-salso-centro-studi-naturalistici-propone-acquisto-parco-gargano.html
L’offerta è stata fatta sulla base di stime attendibili fatti da esperti accademici e si aggira attorno ai € 100.000. Un’occasione per salvare “capra e cavoli” che però il Parco pare abbia accolto con freddezza. E qui ovviamente si aprono mille interrogativi e timori, in un territorio dove ben tre comuni limitrofi sono stati commissariati per mafia ed alcuni funzionari dello stesso Parco interdetti o indagati per lo stesso motivo.
Per questo ora è necessario attivarsi con una mobilitazione generale, cominciando col sostenere e diffondere un appello a favore di tale iniziativa, aperto dalle parole che pronunciò Fulco Pratesi (il primo firmatario di tale petizione) nel 2010 ad Ambiente Italia in occasione della Festa delle Oasi del WWF. Guarda il video qui sotto: http://centrostudinatura.it/news/default.asp?id=601.
Se la proposta andrà in porto, ci sono già mille idee per ripartire e fare diventare l’oasi ancora più bella.
Chi volesse poi attivamente sostenere questa importante azione di conservazione aderendo all’appello sopra indicato può inviare una mail a info@centrostudinatura.it , con il vostro nome e qualifica
Per approfondimenti potete cliccare qui e visionare questo link.

E infine, per contatti telefonici diretti o per saperne di più, potete chiamare il naturalista foggiano dott. Vincenzo Rizzi al 348.0442898.
Infine, per chi volesse godersi qualche bella veduta dell’oasi in volo, ecco le suggestive foto “sferiche” fatte con il drone dal naturalista Maurizio Marrese:
Foto sferica 1
Foto sferica 2
Foto sferica 3
Avanti allora, diamoci da fare!
Armando Gariboldi