La piena coscenza e conoscenza di noi stessi è l’indispensabile passaggio verso la vera pace.
In questi tempi in cui la guerra (in Ucraina in primis, sebbene anche in altre parti del mondo si combatte) riempie le pagine dei mass-media, sorgono ancora una volta le domande che periodicamente rieccheggiano nel cuore di molti: perché gli uomini, sin dai tempi di Caino, continuano ad uccidersi a vicenda? Cosa manca all’uomo moderno per vivere in pace una volta per tutte?
Viene da rispondere che all’uomo oggi mancano ancora molte cose per vivere in pace sulla Terra, proprio alla luce di una maggiore coscienza acquisita rispetto al passato. A cominciare dalla consapevolezza del perché esistiamo e del motivo per cui viviamo su questo Pianeta. Una risposta che inevitabilmente non possiamo apprendere dai libri o dai consigli e regole che giungono dall’esterno (es. religioni, scuole spirituali, filosofie) , ma che possiamo trovare solo dentro di noi , attraverso il cammino della nostra vita, imparando dalle nostre esigenze, dai nostri desideri e, soprattutto, dai nostri inevitabili errori.
In tutti i casi da quella continua dinamica che, anche nelle condizioni migliori, non ci fa sentire soddisfatti, non ci fa accontentare di ciò che abbiamo e di ciò che siamo, perché in fondo intuiamo che siamo molto ma molto di più e che possiamo avere…tutto!
Un pensiero che forse può sembrare folle, quasi eretico, impossibile. Eppure noi nasciamo con un corredo di doni (i famosi talenti) che ci permetterebbe di crescere ed evolvere, innanzitutto come singole persone e poi come umanità, verso la pienezza delle nostre potenzialità, che appunto sono enormi, direi quasi infinite (se siamo stati fatti ad immagine e somiglianza di Dio….).
Nasciamo con la coscienza di noi stessi, con la creatività, con l’amore per la Vita (biofilìa), con l’intelligenza e con la libertà di scegliere. Con un corpo fisico che, nella maggioranza dei casi, ci permette di esplorare un mondo bellissimo e molto interessante attorno a noi. E poi, soprattutto, nasciamo con questo istintivo e insopprimibile desiderio di infinito che non ci molla mai e che, se non ascoltato e non approfondito in modo consapevole, si tradurrà in una ricerca della felicità che facilmente potrà sfociare in una delle tante forme deviate. Per esempio o nella ricerca di una delle diverse tipologie di piacere e gratificazione del nostro Ego (tramite il denaro, il potere, il sesso, l’apparire, il consenso pubblico, ecc.) o in una progressiva depressione e spegnimento di ogni nostro anelito profondo convinti che tutto ciò sia impossibile da realizzarsi.
Oppure anche, terza opzione, di pensare che la felicità sulla Terra e ancor di più in un altro mondo (aldilà, Paradiso, Nirvana, ecc.) sia possibile solo grazie all’intervento di una divinità esterna, che per grazia/pietà/misericordia/amore intercederà per noi e, dopo averci purgati più o meno a lungo, ci consentirà finalmente, per sua infinita accondiscendenza, di arrivare ad essere felici e in pace.
In realtà le cose non stanno proprio così e se la Grazia di Dio è essenziale per proseguire in un cammino evolutivo verso la Libertà nell’Amore, vero destino dell’Uomo, ciò è fattibile solo se gli esseri umani decideranno, in piena consapevolezza e volontà, di fare la loro parte. A partire da ogni singola persona e da ogni singola vita, dal nostro personale raggio di azione e di possibilità di intervento. Ovvero di compromettersi, di mettersi davvero in gioco sino in fondo.
Ma, praticamente, da che parte cominciare, dunque, per arrivare alla felicità, ed anche alla pace, già qui e ora, sulla Terra, senza aspettare di morire?
Si parte inevitabilmente dall’ascolto e dall’esplorazione di noi stessi e poi, di conseguenza, degli altri e del mondo esterno. Ma è dal nostro essere che dobbiamo partire, essere dei veri “entronauti”, in modo molto consapevole e prendendoci in questo lavoro “molto sul serio”, come esorta Angela Volpini (chi è Angela lo potete facilmente scoprire su You Tube).

La scoperta di sé è un lavoro che andrebbe iniziato sin dall’infanzia. Perché ognuno di noi è diverso, nasce con tonalità e colori differenti e ogni cammino umano verso la propria personale realizzazione e pienezza è differente. Ma tutti noi sentiamo questo richiamo ad essere felici, ad essere di più, a fare cose grandi, vere e belle. In tutti, checchè ne dica la narrazione dei media, c’è soprattutto la voglia di Bene e di Felicità. Gli errori, le cadute, il Male, anche le aberrazioni, al netto di casi patologici o di individui senza Io, sono la conseguenza di una mancata adeguata conoscenza di sé e dalla conseguente infiltrazione, prima o poi, della Paura. Paura di non essere adeguati, di non essere accettati, paura della diversità, delle responsabilità, dell’impegno, della malattia, della fatica, del cambiamento, della morte. Paura di vivere.
“Ama il prossimo tuo come te stesso”, diceva Gesù. Ma come fai ad amare il prossimo se non ami te stesso? E come fai ad amarti se non ti conosci? Ecco perchè sin dai tempi antichi , ad esempio all’ingresso del tempio dell’oracolo di Delfi, capeggiava la scritta “conosci te stesso”. Una frase divenuta poi famosa che citava spesso anche il grande filosofo greco Socrate.
Noi dobbiamo convincerci che siamo fatti bene e per il Bene, in partenza, e che abbiamo tutte le potenzialità per essere felici, sin dalla nostra attuale esistenza. E che il Male, il dolore e le difficoltà che incontriamo ci servono soprattutto per sviluppare questa consapevolezza. Senza la necessità di fare chissà cosa, iniziando a fare il bene intorno a noi e ad esplorarci ed ascoltarci, con dolcezza, comprensione e pazienza.
E i risultati non tarderanno ad arrivare.