Questo bellissimo e fragile ecosistema naturale tra Grosseto e Castiglione della Pescaia rischia di perdere la sua connotazione naturalistica

La riserva naturale della Diaccia Botrona è una grande area naturale protetta (ha 1273) caratterizzata da un ambiente tipico palustre mediterraneo che occupa una parte della pianura tra la città di Grosseto e la località costiera di Castiglione della Pescaia. Essa è infatti ciò che rimane dell’antico lago Prile o lago Preglio (lat: Lacus Prelius et Lacus Prilius vel Lacus Prilis), vastissimo bacino lacustre che, nei secoli scorsi, occupava quasi interamente la pianura e che è stato quasi completamente prosciugato a seguito delle grandi opere di bonifica iniziate dai Lorena nel Settecento attraverso lavori di canalizzazione delle acque per eliminare definitivamente la malaria che colpiva anche le popolazioni costiere di questa parte della Toscana, così come quelle della Maremma e dell’Agropontino.

Di proprietà in gran parte della Provincia di Grosseto, è una zona umida di rilievo internazionale secondo la convenzione di Ramsar, con uno straordinario patrimonio di biodiversità, ambienti, uccelli (presenti tra gli 11.000 e i 27.000 svernanti). Inoltre, la Riserva è Sito di Interesse Comunitario-SIC e Zona di Protezione Speciale-ZPS ai sensi delle direttive comunitarie, essendo stata individuata come “area a grandissima importanza per la sosta, lo svernamento e la nidificazione dell’avifauna acquatica”. Fra i siti ICBP (oggi Birdlife International) negli ultimi anni è risultata la zona umida più importante della Toscana per lo svernamento delle anatre; di grande importanza anche per la nidificazione di varie specie di aironi e del Falco di palude.

Ebbene oggi questo bellissimo e fragile ecosistema naturale, invece di essere tutelato al massimo e valorizzato, rischia di perdere la sua connotazione naturalistica e finire chissà come. Infatti la Provincia ha deciso evidentemente che non è economicamente conveniente mantenerne il possesso, almeno in parte, tanto che il 24 settembre scorso ha indetto un’asta e successiva aggiudicazione a privati “di terreni situati nel comune di Grosseto, nell’area del padule aperto, ricadenti appunto in parte nella Riserva naturale regionale Diaccia Botrona”. Sembrerebbe che dietro questa aggiudicazione vi sia un interesse di un importante gruppo oleario alla ricerca di nuovi terreni da destinare all’olivicoltura super-intensiva meccanizzata, mentre nelle aree allagate si ipotizza la cessione per l’espansione degli attuali impianti di piscicoltura.

Armando Gariboldi naturalista Daccia Botrona

Oltre a dare un pessimo segnale dal punto di vista della protezione della natura (alla faccia della tanto sbandierata Transizione Ecologica), nel caso della conferma di queste aggiudicazioni a favore di imprenditori privati si aprirebbe poi un’ulteriore problematica con il venir meno di una visione unitaria nella gestione della Riserva, come prevista da una specifica delibera della Giunta provinciale del (n.73 del 2006).

Ovviamente contro la privatizzazione anche solo parziale di un’area così importante dal punto di vista naturalistico si sono mobilitati in tanti, tra cui la LIPU, il WWF Grosseto, il GOM-Gruppo Ornitologico Maremmano e il CERM-Centro rapaci minacciati.

Ma sembrerebbe che un insperato aiuto stia giungendo da un altro soggetto privato. Infatti la Fondazione Capellino (https://www.almonature.com/it/fondazione-capellino/) in queste ore ha diffuso una nota con cui chiede la sospensione della vendita della Diaccia Botrona e 90 giorni di tempo per elaborare una proposta per la conservazione naturalistica dell’area e la creazione di un Centro Studi Internazionale sulla Biodiversità. Pier Giovanni Capellino, Presidente della Fondazione, si è detto disponibile a incontrare subito, entro 48-96 ore, i diretti interessati, per mostrare la concretezza delle intenzioni della Fondazione, che prevedono anche il sostegno finanziario al progetto anche per 10-12 anni.

Inoltre è partita una raccolta di firme per convincere la Provincia a fare dietro-front. Per chi volesse partecipare, cliccare qui.

 

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