Ogni albero, ogni uccello, ogni pesce, ogni persona, ogni nuvola, ogni onda, pur molto simili con i loro conspecifici, non è uguale ad altri.
Ogni essere organico, sul pianeta Terra, è di fatto unico e irripetibile. La Natura in genere, anche quando in apparenza lavora in “catena di montaggio” (per esempio quando nasce una foresta di abeti, una barriera corallina o uno sciame di api) in realtà crea singoli esseri in sequenza solo in apparenza tutti uguali, mentre in realtà mantiene sempre un certo elemento di individualizzazione.
Ogni albero, ogni uccello, ogni pesce, ogni uomo (ma mi verrebbe da aggiungere anche ogni sasso, ogni nuvola, ogni onda…), pur molto simili con i loro conspecifici, se andiamo a vedere in profondità e con attenzione è invece un “prodotto unico e firmato”.
La Natura è infatti come un bravissimo sarto di alta moda, che realizza su misura tutto ciò che crea. Questo lo possiamo vedere a livello genetico, dove ogni organismo ha un suo DNA ed anche quei rarissimi casi di organismi geneticamente uguali (i famosi gemelli omozigoti) nel giro di periodi variabili dopo la nascita incominciano piano piano a differenziarsi anche da questo punto di vista, come ci dice l’epigenetica.

Tutti noi siamo pregiati pezzi unici.
Nell’Uomo poi è interessante notare, nei processi di embriogenesi, che tessuti che nascono dalla stessa base genetica, addirittura due cellule che hanno lo stesso DNA, poi iniziano a differenziarsi in organi diversi grazie alla cosiddetta proteonica, ovvero esprimendo e sintetizzando proteine diverse. Pertanto se nella nostra specie, che si è differenziata ed evoluta circa 200.000 anni fa, il nostro DNA è quasi (quasi) identico tra tutti i soggetti (al 99,9%), in realtà ogni individuo è biologicamente differente, non solo nel DNA stesso, ma anche in una serie di altri elementi (impronte digitali, iride dell’occhio, alcune proteine del sangue, ecc.).
Ci sono macrodifferenze individuali anche nell’acqua.
E’ soprattutto nella sostanza che ci compone, ovvero l’acqua, che scopriamo macrodifferenze individuali. Infatti in realtà non esistono due acque uguali (escludendo, forse, l’acqua distillata creata in laboratorio), tanto più se si tratta di acque organiche, che compongono esseri viventi.
L’acqua infatti, pur essendo composta in gran parte da H2O (con l’eccezione di una parte dell’acqua intracellulare umana che, secondo il prof. Gerard Pollack dell’Università di Washington, è fatta anche da H2O3) si aggrega a livello molecolare in infiniti modi, formando cluster (ammassi) di dimensioni, forme e densità estremamente diversi a seconda delle condizioni. Non solo: la stessa molecola di acqua varia l’angolo tra i suoi due atomi di Idrogeno e quello di Ossigeno (che di solito è di 104,5°), nonché la sua disposizione spaziale e la sua rotazione a seconda delle condizioni di pressione, temperatura ma anche degli altri composti con cui si lega. Ciò implica tra l’altro anche dei micro-cambiamenti in tutta una serie di sue proprietà, come ad esempio la conducibilità, che possono a loro volta influenzare in molti modi i processi biochimici in cui l’acqua corporea è implicata (ovvero nella stragrande maggioranza dei casi). Quindi pur essendo composta dagli stessi elementi, ovvero Idrogeno ed Ossigeno, l’acqua organica (ma in realtà anche quella esterna) non solo è estremamente diversa tra un organismo ed un altro, ma cambia anche nel tempo, ad esempio nell’arco della giornata, facendo sì che ancor di più gli esseri viventi siano completamente diversi tra loro anche se sembrano uguali, con buona pace di chi insiste con le ricerche sui cloni e di chi ci vorrebbe tutti omologati ed uguali, fatti con lo stampino.
Armando Gariboldi