Le piante comunicano tra loro e interagiscono sostenendosi a vicenda o, al contrario, in alcuni casi entrano in competizione.
Sempre più spesso gli studi di botanica e di fisiologia vegetale stanno confermando quello che la Scienza dello Spirito ed anche la semplice antica esperienza contadina dicono da sempre: le piante comunicano tra loro e interagiscono sostenendosi a vicenda nei loro processi vitali o, al contrario, in alcuni casi entrando in competizione e facendosi “la guerra” o quanto meno mostrando palesi “antipatie”. Queste chiavi di lettura dei meccanismi che sottendono le relazioni all’interno del mondo vegetale, forse un poco antropomorfe e in questa sede volutamente semplificate, evidenziano una realtà estremamente dinamica e in continuo movimento, nonostante apparentemente poco consona all’immagine stereotipata che la maggior parte delle persone ha delle piante, ovvero qualcosa di fisso, quasi immobile e ben poco comunicativo con il mondo circostante. Una sorta di elemento di arredo, come testimoniano i disastri che gli uomini fanno quando si tratta di gestire il verde (vedi ad esempio certe potature scellerate).
Le piante si scambiano informazioni.
E invece le piante si scambiano informazioni in tempo quasi reale, muovono rami, fusti e foglie, hanno delle capacità sensoriali molto sviluppate che possiamo assimilare alla nostra vista, tatto e gusto e possiedono molti piccoli “cervelli” sparsi un po’ dappertutto, anche se la loro “testa”, proprio come scriveva Rudolf Steiner, è nelle radici. Tra l’altro attraverso di esse e con la collaborazione di vari miceti (funghi) simbionti, le piante sono in grado di dialogare con il terreno e con il resto dell’ambiente sotterraneo circostante. Tutti aspetti ormai confermati appunto dai fisiologi vegetali e che sempre più stanno permettendo lo sviluppo di nuove branche della botanica, ovvero la sociobotanica (lo studio delle associazioni tra le piante) e quella che mi verrebbe da chiamare come “etologia vegetale”, ovvero lo studio del loro comportamento.
Fatto stà che Scienze Naturali e Scienza dello Spirito mai come nel caso del mondo vegetale presentano così tanti elementi convergenti.
Ed ecco perché, quando piantiamo le nostre verdure nell’orto, i fiori in giardino, ma anche quando semplicemente disponiamo le piante da appartamento nelle nostre case, dovremmo porre attenzione a come le disponiamo. Non solo il relazione al punto in cui andremo a collocarle, ma anche considerando i loro vicini. Mettere due piante a fianco potrà produrre benefici effetti ma anche tutta una serie di inaspettate controindicazioni. Anche le piante, infatti, proprio come gli animali hanno le loro affinità ma anche le loro “antipatie”.
Vediamo allora di approfondire in particolare le consociazioni tra specie che, se piantate o cresciute vicine, si sostengono e collaborano. Considerando che ciò avviene in tutto il mondo vegetale nel suo vasto insieme: piante spontanee o coltivate, individui grandi o piccoli, giovani o vecchi, alberi maestosi e fiorellini dei sottobosco, pomodori od asparagi; tutti parlano tra loro il misterioso linguaggio di Flora (la dea dei fiori e della fecondità, amata da Zeffiro), che finalmente anche l’Uomo sta piano piano cominciando a comprendere.
Già osservando un semplice filare, per esempio di platani o aceri, attaccato da parassiti fitofagi come i bruchi di Infantria (le cosiddette “gatte pelose”) o da altri insetti dannosi, possiamo notare come le piante più lontane dal punto di attacco mostrino spesso (non sempre) minori danni rispetto a quelle più vicine al punto di ingresso del parassita. E’ stato infatti dimostrato che, facendo tesoro di quanto hanno “visto” e dei segnali che sono giunti dai loro “fratelli” che per primi sono stati attaccati, gli esemplari più distanti hanno cominciato a produrre sostanze difensive tossiche (come ad esempio i tannini) aumentandone il contenuto nelle foglie ed ostacolando in tal modo l’aggressione.

Assonanze e dissonanze.
Ma non è solo una questione di comunicazione, che può avvenire per via aerea ma anche, come accennato, in modo sotterraneo, attraverso i misteriosi contatti tra le radici ed il terreno. C’è molto di più: una vera e propria vibrazione che avvolge tutto il mondo vegetale (e in generale tutto il Vivente) creando, quando è in fase, situazioni di sostegno reciproco (assonanze) o di ostacolo e lotta (dissonanze). E’ per esempio noto il fatto che, se volete avere rose più belle e profumate, è utile piantare vicino ad esse dell’aglio o del porro, che ha loro volta cresceranno anch’essi più rigogliosi e gustosi.
Sino ad un recente passato si usavano ancora le viti maritate, ovvero sostenute da filari di alberi come il gelso, l’olmo, l’acero o il pero. Essi non svolgevano sola una funzione di supporto meccanico alla salita dei tralci, ma li sostenevano con la loro forza vitale, rendendoli più forti all’attacco di funghi e parassiti. Vi sono poi piante che si sostengono vicendevolmente pur senza essersi mai conosciute direttamente. E’ il caso ad esempio dell’asparago e del pomodoro, specie che non possono crescere vicine dal momento che il primo si sviluppa in marzo-aprile, e il secondo in aprile-giugno. Ma possono comunque, nello stesso spazio, alternarsi nel tempo aiutandosi in modo indiretto: il naturale diserbo ripetuto degli asparagi che con la loro crescita smuovono e rendono soffice il terreno, infatti, è un lavoro defaticante per l’ortolano. Dopo la loro raccolta, alla fine della primavera, il medesimo terreno è pronto a ricevere le piante di pomodoro, che impediscono la crescita delle erbacce, così come quelle del prezzemolo. L’asparago, da parte sua, rende il favore al pomodoro neutralizzando, grazie all’ormone noto come asparagina, alcuni parassiti del suolo dannosi per i rossi frutti che verranno, come molti Nematodi.
Nell’orto le assonanze o dissonanze tra le diverse specie vegetali si possono osservare molto bene, stante anche i tempi relativamente brevi delle varie successioni colturali: abbiamo già detto del feeling tra l’aglio e la rosa, ma possiamo aggiungere che, per contro, sempre l’aglio, la cipolla e lo scalogno inibiscono la crescita del pisello e del fagiolo. Le essenze solforate dell’aglio proteggono frutta e ortaggi perfino dopo il raccolto. Qualche spicchio d’aglio lasciato nei contenitori del grano evita la presenza dei parassiti (e non a caso nella mitologia svolge i medesimi effetti contro i vampiri), così come un infuso di aglio, cipolla o erba cipollina può impedire gli attacchi tardivi della peronospora della patata e dei pomodoro, o la muffa dei frutti con nocciolo.
L’avena, da parte sua, si lega bene alle fave, mentre le secrezioni delle sue radici ritardano la crescita dei giovani albicocchi.
E l’invadente e vitale gramigna?
La si può bloccare seminando miglio o soia su un terreno ben lavorato e col tempo secco, oppure con due semine consecutive di segale, o piantando pomodori.
La presenza di molte erbe aromatiche ed odorose sulle bordure (come menta, aneto, salvia, rosmarino, camomilla) favoriscono poi la crescita delle diverse varietà di cavolo (compresi i cavolini di Bruxelles), che invece non sopportano la vicinanza della fragola. Il sedano fa bene in particolare al cavolfiore, il quale a sua volta favorisce la crescita dell’ortica, se questa non è troppo vicina. Ortica che a sua volta è una specie di jolly per gran parte del mondo vegetale, del quale è un aiutatore prezioso.
Il cavolo-rapa cresce poi bene con la barbabietola rossa e la cipolla, ma ha pessimi effetti sul pomodoro e fa fatica vicino ai fagioli. La farfalla Pieride, uno dei più dannosi parassiti del cavolo, è allontanata dalla presenza di pomodoro, salvia, menta, citronella, issopo, timo e altre piante aromatiche, che invece attirano molte altre specie di farfalle (come le varie vanesse o le macaone) e le api.
Alcune consociazioni di piante andrebbero poi proprio evitate. Per esempio tra le erbe aromatiche, ruta e basilico non prosperano uno accanto all’altra.
Il finocchio è tra le piante dal carattere più dubbio e la sua presenza è spesso fonte di disagio per molte specie orticole: ad esempio impedisce la germinazione del cumino e del coriandolo, disturba la crescita dei fagioli nani e inibisce la crescita del pomodoro. Da notare invece che nella macchia mediterranea il profumatissimo Finocchietto selvatico è molto amato dalle farfalle ma anche dai piccoli uccelli, come i Luì, che ne succhiano il nutriente nettare dai fiori, soprattutto durante i faticosi viaggi migratori tra Africa ed Europa.
Pomodoro e cavolo-rapa non amano crescere insieme. Di fatto la maggior parte della famiglia dei cavoli non dovrebbe essere coltivata in vicinanza di pomodori. Il pomodoro poi ha una tale antipatia per l’invadente gramigna che può benissimo essere usato per sopprimerla e per tenerla lontano.
A proposito di piante inibitrici o stimolatrici è interessante l’azione del comune Tarassaco o Dente di leone (Taraxacum officinale), che durante la fioritura esala gas etilene, che inibisce la crescita in altezza delle piante vicine. Inoltre un po’ come le banane o le mele, provoca anche fioritura e la maturazione precoce dei frutti delle piante intorno a sé.

Ci sono poi due fiori importantissimi e che non dovrebbero mai mancare in un orto: il primo è il Tagete o Garofano d’India (Tagetes L.), un piccolo fiore dalle grandi proprietà poiché il suo profumo poco gradevole e le sostanze rilasciate nella terra dalle radici tengono lontani parassiti nocivi come i vari Nematodi. È molto indicato vicino a patate e pomodori.
Il secondo fiore molto utile nell’orto è il Nasturzio (Tropaeolum majus), ricco di proprietà antibatteriche utili contro la cocciniglia e altri afidi delle piante. È usato in consociazione con pomodori, ravanelli, zucche, fagiolini e broccoli.
Conoscere dunque i corretti abbinamenti tra le piante può esserci molto utile per sostenerne la vita, che sovente avviene in condizioni non ottimali (si pensi ad esempio all’inquinamento di aria, acqua e terreno che i nostri amici vegetali sono costretti a “sorbirsi”).
Risonanze tra piante e pianeti
Non dimentichiamo poi che le piante, oltre che con la Terra e tra loro, parlano anche con il Cielo, con i pianeti (del resto, come ci fa notare sempre Enzo Nastati, tra “pianeta” e “pianta” manca solo una “e”) con i quali presentano vere e proprie risonanze. In questo caso la pianta accoglie (o respinge, più che altro in quel caso mostrandosi indifferente) l’impulso proveniente da cosmo e di cui il pianeta si fa interprete, a volte anche nella sua morfologia (pensiamo ai fiorellini delle Ombrellifere, che sembrano quelli di un cielo stellato).
Ecco allora le alte e dritte conifere, dal carattere saturnino, o le disordinate vitalbe e i profumati caprifogli e glicini, che accolgono il caotico ma vitalissimo impulso di Mercurio.
E poi le lucide foglie della magnolia o i tondeggianti ed anch’essi lucidi frutti del kako che, come il castagno, portano i saggi impulsi di Giove. E poi la Luna dei ciliegi o dei pioppi ed il duro portamento marziano della grande quercia, vera custode del bosco.
Del resto queste influenze planetarie, come ben ci insegna proprio la Scienza dello spirito, influenzano a loro volta proprio le associazioni tra i vegetali che in natura, se non condizionati da fattori antropici, tendono a formare delle triadi dove tra l’altro quasi sempre è presente una “pianta mediatrice”, una sorta di mercur alchemico tra piante più contratte (il “sal” degli alchimisti) ed altre più espansive (il sulfur). Tali piante mediatrici sono per lo più piante “solari”, come il frassino, il tiglio o l’acero.
Naturalmente parliamo di risonanze prevalenti con le forze planetarie, che “segnano” una pianta in modo più o meno spiccato, donandole quello che per un uomo potrebbe essere analogo al carattere; in realtà in ogni vegetale sono presenti in diversa misura un po’ tutte le componenti dei pianeti: ad esempio l’ulivo è una pianta che risuona soprattutto con Giove (e lo vediamo proprio dalla forma e dal tegumento delle sue drupe), ma dove sono anche molto presenti ed evidenti le forze solari. E a proposito di ulivi, oggi agli onori della cronaca soprattutto per l’epidemia di Xilella che tanti danni sta provocando soprattutto in Puglia, proprio con opportuni abbinamenti con alcune piante aiutatrici si potrebbe rafforzarne la protezione contro vari parassiti. Per esempio accostandoli a dei bei filari di mandorli, mentre andrà evitata la vicinanza con il rosmarino, pianta di Mercurio tanto utile in altri contesti ma che in questo caso che tenderà invece a “succhiare” le forze vitali dell’ulivo.
Molto vi sarebbe da dire sul rapporto tra piante e pianeti (qui solo sfiorato) e sulle consociazioni vegetali che comunque, in modo palese, già evidenziano come alcune scelte dell’Uomo siano sostanzialmente dissennate dal loro (delle piante) punto di vista, a partire dalle coltivazioni di monoculture.
Alcuni esempi di associazioni e interazioni tra le piante (da Nature et Progrès 1983, modif; altre fonti sparse e oss.pers.).
| Pianta | Favorita da | Ostacolata da |
|---|---|---|
| Albicocco | Aromatiche | Avena, Pomodoro |
| Altri alberi da frutta | Legumi, Aglio, Cappuccina, Ortica, Senape | |
| Agrumi | Leccio, sughera e querce in genere (ma non troppo vicine) | |
| Aglio | Rosa | |
| Asparago | Pomodoro, Prezzemolo | |
| Barbabietola | Cavolo, Cavolo-rapa, Cipolla, Lattuga, Fagiolo nano | Fagiolo rampicante, Senape |
| Basilico | Pomodoro | Ruta |
| Biancospino | Acero, Rosa canina, Iperico | |
| Carota | Aglio, Lattuga, Erba cipollina, Porro, Scorzanera, Ravanelli rossi | |
| Castagno | Nepentha | |
| Cavolo | Aneto, Assenzio, Camomilla, Canapa, Menta, Origano, Salvia, Rosmarino | Fragola |
| Cavolo-Rapa | Barbabietola, cipolla | Fagioli rampicanti |
| Cetriolo | Mais | |
| Cipolla | Barbabietola, Camomilla, Carota, Lattuga, Mais, Maggiorana, Timo, Sedano, Santoreggia (piccole quantità) | |
| Erba medica | Tarassaco | |
| Fagioli | Cavoli, Carote, Fagiolini, Fragole | Aglio, Cipolla, Finocchio, Scalogno |
| Fragola | Aglio, Borraggine, Fagiolini, Lattuga, Spinacio, Abete gen. Picea | Cavolo |
| Girasole | Cetriolo | Patata |
| Gramigna | Miglio, Segale, Soia, Pomodoro | |
| Grano (in generale) | Camomilla e Fiordaliso (piccole quantità) | Ciliegio, Corniolo, Convolvolo, Ma“s, Papavero, Pino, Sorgo |
| Lamponi | Aglio | |
| Lattuga | Menta, Origano | |
| Legumi | Santoreggia | Cipolla |
| Melone | Convolvolo | |
| (granturco) | Fagiolo, Melone Patata, Pisello, Zucca | |
| Mughetto | Carpino bianco | Narciso |
| Paulonia | Erba medica, Trifoglio | Carciofo |
| Patata | Canapa, cavoli, fave, fagioli, Lupinella, Ma“s, piselli, Rafano (in piccole quantità) | Girasole |
| Peperoni | Prezzemolo | |
| Pomodoro | Asparago, Basilico, Prezzemolo | Cavolo-Rapa, Gramigna, Noce |
| Riso | Sorghetta | |
| Rosa | Aglio, Porro | |
| Sedano | Fagiolo, Pisello, Porro | |
| Tutte (quasi) | Ortica, aromatiche | Abeti gen. Picea (tranne che per fragole e ciclamini) |
| Trifoglio | Giusquiamo, Ranuncolacee | |
| Ulivo | Mandorlo, Fico, Inula | Rosmarino |
| Veccia | Aglio | |
| Vite | Olmo, Gelso, Pero, Acero, Issopo, Leguminose, Tulipano selvatico | Euforbiacee |
Armando Gariboldi